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27.03.2025
Open Innovation@IP4FVG: due Call per co-creare soluzioni innovative
Rafforzare la competitività delle imprese italiane e favorire la crescita di un ecosistema imprenditoriale dinamico e orientato al futuro grazie alla co-creazione di soluzioni innovative sviluppate da startup, spinoff e PMI innovative in risposta alle esigenze di medie e grandi imprese.
È con questo ambizioso obiettivo che Area Science Park, nell’ambito delle attività e dei servizi di IP4FVG – EDIH, e in collaborazione con ELIS Innovation Hub, lancia il programma Open Innovation@IP4FVG, attraverso due call: Call 4 Need, per medie e grandi imprese, e Call 4 Solution, dedicata a startup, spin-off e PMI innovative.
Grazie al programma, le aziende selezionate lavoreranno insieme, per 12 settimane, al co-sviluppo di un Proof of Concept (PoC), un progetto pilota o un prototipo che consenta di testare le soluzioni innovative e valutarne l’efficacia, l’applicabilità e la scalabilità.
Il percorso sarà guidato e supportato in ogni fase dagli esperti di Area Science Park ed ELIS Innovation Hub fino alla validazione della soluzione. Grazie ai fondi PNRR del progetto IP4FVG-EDIH, le medie e grandi imprese selezionate potranno accedere a finanziamenti agevolati fino all’80% per sviluppare il proprio PoC del valore di 40.000€ ciascuno.
I percorsi di co-innovazione dovranno focalizzarsi su tecnologie digitali avanzate per l’ottimizzazione dei processi dell’intera catena del valore, per la riduzione dell’impatto ambientale e per la sicurezza informatica.
Il programma sarà presentato il 15 aprile dalle ore 15.00 presso la Sala Pasolini della Regione Friuli Venezia Giulia a Udine: durante l’evento, aziende e startup potranno aderire al programma, incontrarsi, approfondire il tema dell’Open Innovation e partecipare a sessioni di networking mirate a favorire collaborazioni a lungo termine.
Il programma rientra tra i servizi di IP4FVG-EDIH, iniziativa finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 Componente 2 (M4C2) – Investimento 2.3, sovvenzionato dall’Unione Europea – Next Generation EU, che ha l’obiettivo di stimolare l’adozione di tecnologie digitali e verdi.
Maggiori informazioni sugli ambiti e sul percorso sono disponibili a questo link.
Per registrarti all’evento di presentazione del 15 aprile a Udine, clicca qui.
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13.03.2025
Welcome Office FVG, in crescita i servizi per studenti e ricercatori
Il Welcome Office FVG conferma il proprio ruolo cruciale nel supporto alla mobilità internazionale di studenti e ricercatori in Friuli Venezia Giulia. I dati contenuti nel Report 2024 mostrano infatti un significativo incremento delle attività e una continua evoluzione dei servizi offerti.
Nel corso del 2024, il Welcome Office FVG, sportello che fornisce assistenza e consulenza sulle principali tematiche della mobilità rivolte a studenti, ricercatori e ai loro familiari, sia prima dell’arrivo che durante il soggiorno in regione, ha fornito complessivamente 5.982 consulenze a 655 utenti.
Tra le richieste più frequenti pervenute allo sportello di Trieste, gestito da Area Science Park, figurano le pratiche relative ai permessi di soggiorno, le condizioni di ingresso e soggiorno e le assicurazioni sanitarie.
Per lo sportello di Udine, interno all’Ateneo, il focus principale si è concentrato invece sulla fase pre-arrival, con una maggiore richiesta di consulenze riguardanti le formalità e condizioni di partenza, l’assicurazione e l’assistenza sanitaria e la ricerca di alloggio.
Un punto di forza del Welcome Office FVG è la collaborazione con le istituzioni locali e nazionali. Nel 2024 sono stati siglati 11 accordi per il trattamento dei dati personali tra Area Science Park e i partner che hanno usufruito degli appuntamenti in Questura. Fondamentale anche il rapporto con il Centro Visti del MAECI, con il quale è stato organizzato un evento di formazione e aggiornamento.
Uno dei risultati più significativi è stato l’organizzazione di 10 appuntamenti collettivi con la Questura di Trieste, che hanno permesso a circa 300 studenti, ricercatori e familiari di ottenere il permesso di soggiorno in tempi più rapidi.
Il portale web del Welcome Office FVG continua a essere un punto di riferimento per la mobilità internazionale. Nel 2024 ha registrato 35.689 utenti e 48.954 sessioni, con visitatori provenienti da 158 paesi.
Il Welcome Office FVG ha inoltre partecipato a diversi eventi di promozione, tra cui la “Conferenza di benvenuto per studenti internazionali e in mobilità” presso UniUD e i Welcome Days dell’Università di Trieste, dell’Università di Udine e del Conservatorio Tartini. Il grado di soddisfazione degli utenti rimane elevato: il 94% dei rispondenti al questionario ha dichiarato di raccomandare il servizio.
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12.03.2025
Riciclo delle Terre Rare e brevetti
La Cina rappresenta il mercato più attrattivo per i brevetti nel settore del riciclo delle terre rare (REE), con un numero di richieste di brevetto significativamente superiore rispetto ad altri Paesi. È quanto emerge dallo studio “Innovation in rare earths recycling: A quantitative and qualitative analysis of patent data” che, attraverso un’accurata analisi dei dati sui brevetti, offre un’analisi approfondita sull’innovazione nel settore del riciclo delle Terre Rare.
Le terre rare sono elementi fondamentali per la transizione digitale e la decarbonizzazione, utilizzati in tecnologie chiave come batterie, turbine eoliche e dispositivi elettronici. Tuttavia, la loro estrazione ha un forte impatto ambientale e la catena di approvvigionamento è altamente concentrata in pochi Paesi, rendendo il riciclo una soluzione strategica per garantire un accesso sostenibile a queste risorse, per ridurre la dipendenza dalle importazioni e per limitare l’impatto ambientale dell’estrazione mineraria.
Secondo la ricerca, pubblicata su Resources Policy e condotta da Area Science Park (Riccardo Priore e Marinella Favot) e Università Milano-Bicocca (Marco Compagnoni), la Cina si conferma il mercato più dinamico nel settore del riciclo delle REE e le università cinesi risultano essere i principali attori dell’innovazione, dimostrando un forte impegno nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per il recupero di questi materiali. Tuttavia, gli Stati Uniti e il Giappone emergono come leader tecnologici, con brevetti più citati e con una maggiore protezione internazionale delle loro invenzioni, segno di un’innovazione tecnologica più avanzata e rilevante a livello globale.
L’Europa, invece, mostra segnali di stagnazione sia nel numero di brevetti che nella loro qualità. Per colmare il divario con i principali attori del settore, sarebbe necessario un maggiore sostegno all’innovazione attraverso investimenti pubblici, incentivi alle aziende e collaborazioni internazionali. Inoltre, la revisione delle politiche di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE), ricchi di materie prime critiche, è fondamentale per rendere l’economia circolare più efficace, migliorando la raccolta dei rifiuti, potenziando gli impianti di riciclo e incentivando l’uso delle materie prime seconde.
“Questo lavoro – afferma Riccardo Priore, del Centro Patlib di Area Science Park – rappresenta una tipologia innovativa di supporto, tramite analisi statistica dei documenti brevettuali, a varie tematiche correlate alle attività di ricerca in ambito accademico. Lo studio sulle dinamiche di innovazione nel settore del riciclo delle terre rare rappresenta un punto di partenza importante per sviluppare strategie più efficaci nel settore del riciclo delle REE, con implicazioni significative per l’autonomia strategica dei Paesi importatori e per il futuro dell’economia circolare globale”.
In un contesto di crescente domanda di terre rare, la capacità di riciclo diventerà infatti sempre più cruciale per ridurre la dipendenza dalle importazioni e mitigare l’impatto ambientale dell’estrazione. I risultati dello studio suggeriscono che, per restare competitivi, i paesi occidentali dovrebbero intensificare gli sforzi nel settore del riciclo, promuovendo innovazioni di qualità e investendo nella transizione verso un’economia più sostenibile.
Link al paper
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10.03.2025
Sbloccare l’Idrogeno verde: puntare su ricerca e riciclo
Per raggiungere l’obiettivo “emissioni zero”, tecnologie emergenti come l’idrogeno verde sono fondamentali. Tuttavia, la produzione di idrogeno verde tramite elettrolisi dipende da materie prime critiche (CRM), la cui domanda è in aumento mentre l’offerta rimane concentrata in pochi Paesi. Lo studio è stato presentato nel corso della conferenza tenutasi a Lubiana “IRTC25: From Raw Material Policies to Practice”, supportata dall’EIT RawMaterials (Unione Europea) e dal dipartimento Federale per gli Affari Economici (Svizzera). La ricerca condotta da Area Science Park (Riccardo Priore e Marinella Favot) e Università Milano-Bicocca (Marco Compagnoni) nell’ambito del progetto North Adriatic Hydrogen Valley – NAHV, ha esplorato due aspetti chiave: l’innovazione tecnologica nell’idrogeno verde attraverso l’analisi dei brevetti e la valutazione della criticità delle materie prime necessarie.
Per identificare le tendenze globali nell’innovazione dell’idrogeno verde, sono stati analizzati i brevetti relativi a tecnologie chiave come le celle a combustibile e gli elettrolizzatori. Inoltre, è stata valutata la criticità delle materie prime necessarie per queste tecnologie, basandosi sulla lista delle materie prime critiche dell’UE.
Grazie al Centro PatLib di Area, lo studio ha utilizzato un database di brevetti (PATSTAT) nell’arco temporale dal 2000 al 2023, concentrandosi su:
tendenze temporali nei brevetti per celle a combustibile e elettrolizzatori
i paesi in cui è più forte l’interesse verso la protezione della proprietà intellettuale su questi temi
materie prime critiche più utilizzate e loro tendenze nel tempo.
Il quadro emerso è il seguente:
le domande di brevetto per le tecnologie dell’idrogeno sono aumentati notevolmente, raggiungendo il numero di 5.380 domande depositate nel 2022 (dato potenzialmente in crescita), per un totale di oltre 45.600 domande di brevetto dal 2000 al 2023 (si ricorda che periodo di segretezza della pubblicazione delle domande è di 18 mesi)
Cina, Giappone e USA sono i territori maggiormente interessati alla tutela legale (tramite brevetto) della produzione o della commercializzazione di tecnologie chiave dell’idrogeno verde
il 13% dei brevetti menziona almeno una materia prima critica, con Nickel, Platino e Litio come le più importanti per entrambe le tecnologie (celle a combustibile ed elettrolizzatori).
La conclusione dei ricercatori è che, se da un lato l’aumento dei brevetti evidenzia una spinta globale verso soluzioni basate sull’idrogeno verde, dall’altro la dipendenza da materie prime critiche come Nickel, Platino e Litio solleva preoccupazioni legate ai rischi di approvvigionamento, alla volatilità dei prezzi e alle dipendenze geopolitiche. Per garantire una crescita sostenibile delle tecnologie dell’idrogeno, sarà cruciale sviluppare nuova ricerca su materiali alternative e, allo stesso tempo, strategie e filiere di riciclo efficaci.
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05.03.2025
Riciclo dell’Ittrio dai rifiuti elettronici: un’opportunità per l’industria farmaceutica
Una soluzione innovativa per il recupero e il riutilizzo dai rifiuti elettronici dell’ittrio, elemento chimico raro e critico, arriva da una ricerca di Area Science Park e Università di Udine, presentata alla conferenza “IRTC25” a Lubiana. Lo studio, condotto da Marinella Favot, Roberta Curiazi e Antonio Massarutto, dimostra come l’Ittrio triflato (Y(OTf)₃), un catalizzatore ampiamente utilizzato nell’industria farmaceutica, possa essere prodotto in modo economico ed ecologico a partire da materiali di scarto.
L’ittrio e i suoi composti svolgono un ruolo cruciale in numerosi processi chimici e tecnologici nel settore farmaceutico. Questo elemento è utilizzato come catalizzatore in reazioni chiave per la sintesi di intermedi farmaceutici, come l’idrolisi, la condensazione e le reazioni di ossidazione e riduzione. Grazie alla sua elevata efficienza, l’ittrio triflato in particolare permette di ridurre i tempi di reazione e di migliorare la resa dei processi chimici, rendendolo indispensabile per la produzione di molecole complesse alla base di molti farmaci.
Oltre al suo impiego come catalizzatore, l’ittrio trova applicazione in tecnologie avanzate come i laser a stato solido, utilizzati in dispositivi medici per chirurgia e diagnostica (laser YAG – Yttrium Aluminium Garnet), in tecniche di imaging medico (tra cui la tomografia a emissione di positroni – PET) e in materiali biocompatibili utilizzati in dispositivi medici. Inoltre, l’ittrio è impiegato nella produzione di ceramiche, schermi video LCD (Liquid Crystal Display) e al plasma, tubi a raggi catodici (CRT), catalizzatori per autoveicoli, lampade fluorescenti, magneti permanenti, leghe metalliche per batterie nonché nelle fuel cells ed elettrolizzatori (tecnologie chiave dell’idrogeno verde) principalmente come ossido di ittrio stabilizzato con zirconia (YSZ).
Riciclo dell’ittrio dai rifiuti elettronici: una soluzione sostenibile
La ricerca presentata alla conferenza “IRTC25” si concentra sul recupero dell’ossido di ittrio presente in piccole quantità nei rifiuti elettronici, trasformandolo in ittrio triflato attraverso un processo in tre fasi: sintesi del catalizzatore, filtrazione e rimozione dell’acqua. Il prodotto finale, sebbene non purificato al 100%, si è dimostrato efficace ed economicamente sostenibile rispetto all’acquisto di ittrio triflato puro sul mercato.
“Il processo di riciclo non solo riduce la dipendenza dalle materie prime vergini, ma rappresenta anche una soluzione vantaggiosa dal punto di vista economico – spiega Marinella Favot di Area Science Park –. Infatti, il recupero dell’ittrio dai rifiuti elettronici è più conveniente rispetto ai tradizionali metodi di smaltimento, soprattutto quando il prezzo del materiale recuperato supera i costi di raccolta e trattamento”.
Questa ricerca è stata seleziona per un pitch al “Talent meets Industry” di Apple e Mckinsey e rappresenta un passo importante verso un’economia circolare più sostenibile, riducendo l’impatto ambientale e sociale legato all’estrazione di terre rare e migliorando la resilienza delle catene di approvvigionamento. Tuttavia, rimangono alcune sfide da affrontare, come la volatilità dei prezzi dei materiali puri e la necessità di sviluppare infrastrutture per il trattamento dei rifiuti elettronici in Europa. In un contesto globale in cui la domanda di materiali critici come l’ittrio è in costante aumento, il riciclo dei rifiuti elettronici si conferma come una strategia chiave per garantire un futuro più sostenibile e ridurre l’impatto ambientale, anche nella produzione farmaceutica.
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08.01.2025
Una guida per la pianificazione integrata di energia, clima e territorio
Una Linea Guida per supportare le autorità locali e regionali in Europa nella redazione, implementazione e monitoraggio di piani territoriali che integrino gli aspetti energetici, climatici e della mobilità, mirati al raggiungimento della neutralità climatica in un’ottica di governance multilivello.
L’ha redatta il team del progetto IN-PLAN, cofinanziato dal programma LIFE dell’Unione Europea, per sostenere le autorità locali che spesso incontrano difficoltà nel tradurre gli obiettivi climatici in azioni concrete.
La metodologia IN-PLAN suggerisce un approccio integrato e collaborativo che combina piani settoriali (relativi, ad esempio, ad energia rinnovabile, mobilità sostenibile e adattamento climatico) e piani urbanistici in un’unica strategia di pianificazione del territorio. Inoltre, promuove la collaborazione tra livelli di governo locali, regionali e nazionali, favorendo una maggiore coerenza e la destinazione di adeguate risorse per le azioni climatiche. Il tutto in linea con iniziative europee come il Green Deal e la Legge Climatica dell’UE, a supporto degli obiettivi di riduzione delle emissioni e di neutralità climatica.
Diversi gli elementi chiave della Linea Guida IN-PLAN, co-creata, sviluppata e testata con 15 autorità locali in Italia, Croazia, Irlanda, Romania e Svezia, ed ora in fase di implementazione e diffusione in altri 30 Comuni europei:
Pianificazione integrata: inserisce gli obiettivi energetici e climatici nei piani di sviluppo territoriale, affrontando temi chiave come la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili e l’adattamento climatico;
Impegno politico: garantisce la collaborazione tra governi locali, regionali e nazionali per ottenere supporto a lungo termine e risorse dedicate per iniziative sostenibili, in un’ottica di governance multilivello;
Sviluppo delle competenze: fornisce un programma di formazione in due fasi dapprima ad agenzie per l’energia ed il clima e consulenti che poi assisteranno governi locali e regionali nello sviluppo dei propri piani territoriali, garantendo così il trasferimento delle conoscenze e la replicabilità del modello IN-PLAN in tutta Europa;
Checklist user-friendly: le checklist guidano i comuni nel processo di integrazione degli obiettivi energetici e climatici nei loro piani territoriali, assicurando che vengano pianificate e implementate misure efficaci per il raggiungimento della neutralità climatica.
“Mentre il cambiamento climatico continua a presentare sfide senza precedenti, è fondamentale che i governi locali dispongano di strumenti che non solo siano allineati con le politiche nazionali e dell’UE, ma che rispondano anche alle specifiche necessità dei loro territori. – spiega Fabrizia Salvi di Area Science Park -. Nonostante gli ambiziosi obiettivi di neutralità climatica, molte autorità locali e regionali si trovano ad affrontare sfide persistenti nel tradurre questi obiettivi in azioni concrete”.
Mentre l’Unione Europea punta alla neutralità climatica entro il 2050, uno strumento come l’IN-PLAN practice fornisce alle città e alle regioni gli strumenti necessari per compiere proattivamente passi in avanti verso un futuro sostenibile, garantendo che gli obiettivi climatici non siano solo fissati, ma anche raggiunti attraverso azioni concrete e integrate. Questo strumento di supporto è già in fase di sperimentazione con 15 autorità locali e regionali, definite “Fari”, e ulteriori 30 comuni saranno coinvolti come “Piloti”, permettendo di adattare e replicare la metodologia in tutta Europa.
Il Comune di Prato, che partecipa alla mission europea “100 Climate-Neutral and Smart Cities by 2030”, sta sperimentando l’armonizzazione del nuovo Piano Strutturale Comunale con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile secondo le linee d’azione indicate nel Climate City Contract. “Nel 2022 è stata definita una struttura di governance per coordinare urbanistica, mobilità ed energia che ha sviluppato delle linee programmatiche per la redazione del Climate City Contract – spiega l’architetto Riccardo Pallini, dirigente del Settore Mobilità e Infrastrutture -. Queste indicazioni sono state anche la base per la redazione del nuovo Piano Strutturale e di un nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS); in questo modo il tema della mobilità sostenibile era già presente nelle linee programmatiche di indirizzo per la redazione del nuovo Piano Strutturale ed il nuovo PUMS del Comune di Prato si potrà così sviluppare in stretto rapporto con gli indirizzi del Piano Strutturale e del Climate City Contract”.
A Narni è stata attivata una collaborazione interdipartimentale per affrontare le sfide della complessità. “È importante per i Comuni medio-piccoli avere la possibilità di apprendere buone pratiche, anche se attuate in Comuni grandi, che poi vanno adattate alla situazione locale, cercando di superare alcune barriere amministrative – afferma Giovanni Rubini, assessore alle Politiche Ambientali -. Sono necessari un cambiamento culturale e una semplificazione normativa; servono competenze, una visione di lungo termine, la possibilità di dialogo con le Regioni ed i Ministeri ed un ruolo centrale di coordinamento da parte delle province. Anche la disponibilità di risorse è un problema e se si vuole incentivare lo sviluppo di piani di monitoraggio andrebbero previste delle premialità che favoriscano i Comuni più virtuosi.”
Anche la città di Padova è impegnata nell’implementazione di piani integrati ambiziosi per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030. “Per affrontare le sfide dell’implementazione di piani integrati ambiziosi servono dati ed un approccio intersettoriale – dice il dottor Giovanni Vicentini, funzionario tecnico del Settore Ambiente e Territorio -. Non tutti i dati sono detenuti dai Comuni e solitamente, pure al loro interno, ciascuna area dipartimentale possiede dei dati che potrebbero essere utili anche ad altre. I dati sono essenziali per elaborare un quadro conoscitivo dettagliato e le barriere non sono tecnologiche.”
La Linea Guida sarà oggetto di ulteriori approfondimenti anche all’interno del Tavolo Nazionale di Discussione (National Coalition Group) del progetto IN-PLAN, attività avviata a dicembre 2024, offrendo un’opportunità unica per i vari stakeholder di confrontarsi e formulare raccomandazioni sulla pianificazione integrata da condividere successivamente con i decisori politici nazionali. La partecipazione al Tavolo, che non richiede alcuna adesione formale, è concepita come uno spazio aperto di discussione e confronto e prevede ulteriori incontri online nel corso del 2025.
La Linea Guida IN-PLAN è disponibile qui.
Ulteriori informazioni sul progetto IN-PLAN sono disponibili qui.
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07.01.2025
La ricerca al centro dello sviluppo deep tech
L’ente nazionale di ricerca Area Science Park torna anche nel 2025 al CES di Las Vegas – la fiera dell’industria tecnologica più grande e importante al mondo, in programma dal 7 al 10 gennaio – accompagnando le 46 startup italiane riunite nel padiglione organizzato assieme ad Agenzia ICE. Un’occasione, per l’ente, di anticipare alcune nuove direttrici strategiche nell’attività di supporto alle imprese innovative, in particolare in ambito deep tech. L’obiettivo: valorizzare in modo ancor più significativo le expertise interne e le infrastrutture di ricerca del parco scientifico-tecnologico, offrendo un importante supporto all’attività di ricerca e sviluppo.
Anche per questa edizione, come nelle scorse partecipazioni alla missione nazionale al CES, Area Science Park ha organizzato una academy dedicata alle startup del padiglione, che attraverso una serie di incontri formativi con esperti del settore hanno potuto prepararsi al meglio per l’esperienza a Las Vegas: dalle indicazioni su come creare il pitch perfetto, alla formazione su come approcciare partner tecnologici e industriali e i media presenti alla fiera, con l’obiettivo di massimizzare le opportunità di business e visibilità.
L’ente sarà inoltre protagonista di uno dei panel tematici che si terranno nell’arena allestita all’interno del padiglione, in cui si alterneranno incontri di approfondimento con stakeholder nazionali e internazionali del mondo dell’innovazione, pitch da parte delle startup italiane e presentazioni di alcune delle aziende innovative più interessanti presenti nei padiglioni degli altri paesi presenti in Eureka Park.
Le prossime iniziative sul deep tech
Per Area Science Park l’evento sarà l’occasione per approfondire il ruolo della ricerca scientifica nel percorso che porta alla commercializzazione di tecnologie deep tech. Una linea di sviluppo strategica per l’ente, che nel corso del 2025 strutturerà un nuovo percorso di supporto a progetti innovativi ad alto valore scientifico negli ambiti delle scienze dei materiali, del digitale avanzato, delle filiere energetiche verdi, e delle scienze della vita.
Con una progettualità radicalmente diversa rispetto alle tradizionali attività di ricerca da un lato e di supporto al sistema imprenditoriale dall’altro. Per la prima volta infatti le infrastrutture, i laboratori e le relative expertise scientifiche dei ricercatori e ricercatrici del campus di Trieste saranno messe a disposizione delle startup supportate da Area.
«L’obiettivo è quello di offrire risorse concrete per l’R&D nell’ambito di progetti imprenditoriali ad alto tasso tecnologico, accelerandone l’ingresso sul mercato», spiega Fabrizio Rovatti, dirigente tecnologo di Area Science Park. «Come ente stiamo evolvendo da un supporto focalizzato principalmente sullo sviluppo manageriale e imprenditoriale a un modello che integra anche competenze tecnologiche e scientifiche di alto livello. Questo ci consente di affiancare le startup nei loro processi di innovazione con questo valore aggiunto: l’accesso a infrastrutture avanzate e al know-how dei nostri ricercatori».
Le attività di supporto alle imprese
Il prosieguo del supporto dell’ente di ricerca alla missione nazionale al CES di Las Vegas e ancor di più le prossime iniziative dedicate all’innovazione deep tech rappresentano l’evoluzione di una strategia di supporto alle imprese innovative che fa leva da un lato sul consolidamento di un ecosistema nazionale di open innovation, e dall’altro sulla generazione di opportunità di ricerca e di business a livello internazionale, in particolare oltreoceano.
Nel 2024 è giunta alla sua quinta edizione Startup Marathon, iniziativa di Area Science Park, UniCredit e Fondazione Comunica che con la formula della competizione tra giovani realtà innovative stimola la creazione di sinergie tra le organizzazioni che le supportano, il mondo della ricerca, dell’industria e quello del venture capital. Un’iniziativa in costante crescita che nell’ultima edizione ha raccolto adesione da più di 30 tra incubatori, acceleratori, università e altri enti di ricerca che aiutano le startup a nascere e crescere. Enti che hanno a loro volta candidato al contest più di 60 tra le loro realtà più interessanti, che hanno avuto modo, attraverso le varie fasi della manifestazione, di entrare in contatto con grandi aziende e investitori. Un’iniziativa arricchita quest’anno anche da un programma dedicato di open innovation, che ha fatto incontrare direttamente alcune corporate e pmi partner di Startup Marathon con le startup che meglio si sono prestate a rispondere a specifiche esigenze tecnologiche espresse dai partner stessi.
Tra le iniziative per favorire l’internazionalizzazione delle imprese innovative italiane, in particolare quelle a guida femminile, Area Science Park ha dato vita al programma BoostHerUp, svoltosi nel 2024 in partnership con Prospera Women, realtà della Silicon Valley che riunisce programmi per supportare startup a guida femminile in tutto il mondo. Due startup che si sono distinte proprio nelle scorse edizioni di Startup Marathon hanno partecipato a un percorso di accelerazione negli Stati Uniti.
Le startup italiane al CES 2025
Il padiglione italiano sorgerà in Eureka Park, l’area espositiva del CES dedicata alle startup e alle delegazioni nazionali organizzate da diversi Paesi del mondo, con le rispettive organizzazioni di supporto allo sviluppo di imprese innovative. Per questa edizione l’Italia è rappresentata da 46 startup, provenienti da 14 regioni.
Tra le innovazioni made in Italy a Las Vegas sono numerose le tecnologie di sensoristica avanzata per la computer vision, la manutenzione predittiva nelle fabbriche, la gestione intelligente dei rifiuti, ma è rappresentato anche lo space tech. E poi la mobilità intelligente: dai supercondensatori solidi per veicoli elettrici ad alte prestazioni a un robotaxi a guida autonoma che può essere utilizzato in una flotta pilotabile da remoto. Anche quest’anno all’interno del padiglione italiano grande attenzione al clean-tech, ovvero tecnologie per la sostenibilità ambientale: dalla produzione di energia in mobilità, con pannelli solari leggeri, portatili e pieghevoli, a un sistema di sensori che monitorano la presenza di gas inquinanti in ampie aree, dando anche la possibilità di prevenire l’espansione degli incendi; ma anche una soluzione IoT per abbattere i costi energetici di funzionamento dei macchinari industriali senza sostituirli, e una nuova tecnologia per la manifattura additiva che rende obsoleta la produzione massiva di componentistica. E ancora la salute, con tecnologie principalmente basate sull’AI che supportano i medici in fase di anamnesi e diagnostica, o intervengono nella valutazione clinica nelle visite veterinarie, o ancora supportano i pazienti post-operatori a seguire una corretta riabilitazione. Presenti anche numerose tecnologie rivolte al pubblico di massa, come il “concierge virtuale” per l’hospitality e il robot che accompagna le visite al museo.
Le startup
221e, 3dnextech, AI4IV, Apogeo Space, Certy, Coderblock, Èlevit, EMC Gems, Enphos, Eye2Drive, Friendz, Ganiga, GeniAi, Icarus, In Quattro, Innova, Kintana, Laika, Levante, Lieu.city, Mathclick, MIA, Novac, Pinpoint, Planybuild, PopulaRise, Proke, Radoff, Rem Montenapoleone, SeismicGuard, Sensor ID, SLY, SnapAll, SpaceVerse, The Thinking Clouds, TokNox, ToMove, Travel Verse, Truesense, TUC, Viber Alert, Viralba, Volumio, WiData, WhoTeach, Zephorum.
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20.12.2024
Pubblicato il report “Mobilità della Conoscenza 2024”
Il Friuli Venezia Giulia conferma il trend positivo di ripresa post-pandemia per quanto riguarda il flusso di ricercatori e docenti stranieri degli enti e gli incoming: è quanto emerge dall’indagine annuale “Mobilità della Conoscenza” realizzata da Area Science Park, che dal 2005 raccoglie i principali dati su studenti, ricercatori e docenti delle istituzioni di ricerca partner del SiS FVG.
L’indagine rivela che gli studenti iscritti all’anno accademico 2022/2023 sono stati 36.925 in totale, il 7% dei quali di nazionalità straniera (nell’anno accademico 2021/2022, gli studenti iscritti erano 36.459, dei quali il 6% di stranieri). Le studentesse rappresentano il 56% degli iscritti (con un aumento dell’1% rispetto alla scorsa indagine) e frequentano soprattutto i corsi di laurea in ambito Umanistico o inerenti alle Scienze Sociali.
Il numero degli studenti incoming, 707 in totale, si sta finalmente avvicinando ai dati pre-pandemia. Il 75% di questo target ha una cittadinanza europea, il 53% è donna mentre il 47%, appartiene all’area della Matematica, Fisica, Informatica, Ingegneria, Scienze della Terra e dell’Universo. Gli studenti iscritti in mobilità outgoing sono invece 1.104: i Paesi dell’Europa UE sono la destinazione del 93% di questo target, che per il 53% è composto da studenti iscritti ai corsi in Scienze Umane e Sociali.
“Il Friuli Venezia Giulia si conferma un territorio attrattivo per gli studenti dall’estero – sottolinea l’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen -. Il merito è della combinazione tra la buona reputazione del sistema regionale universitario e della ricerca che porta migliaia di talenti a scommettere sul sistema scientifico e dell’innovazione della Regione e un sistema di misure e incentivi per il diritto allo studio, oltre che opportunità per dottoranti e ricercatori. Va ricordato che, come Regione, ci siamo già dotati nel 2022 di una legge per attrarre e trattenere competenze offrendo agevolazioni, contributi e soluzioni per conciliare tempi di vita e lavoro per i giovani e le loro famiglie che scelgono il Friuli Venezia Giulia per costruire i loro progetti di vita. Con un nuovo disegno di legge sull’innovazione sociale intendiamo rafforzare questo pacchetto di misure e offrire condizioni migliori a chi sceglie il nostro territorio per lavorare e studiare. Attrarre talenti – ha concluso Rosolen – significa richiamare investimenti, sostenere sviluppo ad alto contenuto di innovazione, creare occupazione di qualità”.
Per quanto riguarda i ricercatori e docenti che lavorano negli enti scientifici che fanno parte del Sistema Scientifico e dell’innovazione – SiS FVG, nel 2023 la loro presenza ha raggiunto le 3.641 unità. Sebbene in aumento di circa 280 unità rispetto al 2022, il numero complessivo rimane tuttavia lontano dalle presenze registrate prima della pandemia (erano 6.960 nel 2019). Rimane invece invariato il rapporto tra maschi e femmine, queste ultime rappresentano poco più di un terzo del campione (il 35%). Incrociando i dati di genere e le aree scientifiche di questo target, si nota come l’area che include Matematica, Fisica, Ingegneria, ICT, Scienze della Terra e dell’Universo rimanga ancora fortemente dominata dalla presenza maschile.
Infine, per quanto riguarda la componente straniera in forza presso gli enti del SiS FVG, il 2023 ha visto il maggior aumento degli ultimi 4 anni, passando da 636 a 804 unità, sebbene i numeri rimangano ancora lontani da quelli pre-pandemia.
Al contrario la mobilità incoming di ricercatori e docenti è aumentata di quasi 4.000 unità, raggiungendo le 7.854 presenze. L’89% di loro appartiene all’area scientifica che include Matematica, Fisica, Ingegneria, ICT, Scienze della Terra e dell’Universo mentre il 27% ha una cittadinanza europea.
Anche la mobilità outgoing vede un aumento nel 2023, con 75 viaggi all’estero, principalmente verso i Paesi dell’Europa UE (43%) ma anche verso i Paesi Asiatici (20%, India e Cina escluse).
Sommando tutti gli stranieri presenti negli enti del Sistema Scientifico e dell’Innovazione del FVG, si nota un ulteriore forte incremento rispetto all’anno precedente, da 7.597 a 11.934 presenze, dato che si avvicina a quello rilevato prima della pandemia (circa 14.000).
Consulta l’indagine completa, disponibile in italiano e inglese.
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19.12.2024
Presentato il primo Report sull’industria marittima della regione FVG
Innovazione, sostenibilità e competenze. Sono queste le parole chiave del primo Report sull’industria marittima della regione Friuli Venezia Giulia, realizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, è frutto della collaborazione tra mareFVG, Area Science Park e DEAMS – Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, Matematiche e Statistiche dell’Università degli Studi di Trieste. A supporto di questo studio, sono stati utilizzati i dati della piattaforma M.IND (Maritime Industry, di mareFVG), raccolti anche grazie al contributo iniziale del sistema camerale e dell’associazionismo datoriale regionale, della piattaforma Innovation intelligence FVG di Area Science Park, e dalle banche dati di ModeFinance. Il DEAMS e mareFVG hanno svolto anche 9 interviste ad aziende del settore approfondendo i temi quali le sfide tecnologiche e di mercato, l’evoluzione delle competenze e i percorsi di sostenibilità avviati dalle imprese.
Il documento, esito di un lavoro di cinque anni, ma in costante aggiornamento, consente di analizzare il posizionamento del settore marittimo regionale – composto da 1350 aziende – nel contesto italiano, europeo e internazionale, evidenziando la distribuzione delle imprese nelle filiere marittime del valore dei singoli prodotti e servizi, e l’orientamento nell’innovazione e verso la sostenibilità.
Utilizzando indicatori costruiti ad hoc, oltre a definire lo stato dell’arte sulla propensione all’innovazione e alla sostenibilità, il documento mette in evidenza l’evoluzione delle tecnologie e delle competenze necessarie ad affrontare la transizione tecnologica in atto nel settore. Il Report sull’industria marittima della regione Friuli Venezia Giulia diviene dunque uno strumento di grande importanza e utilità nella progettazione di iniziative e servizi che rispondano alle esigenze del tessuto imprenditoriale.
Lucio Sabbadini sottolinea che “dal Rapporto emerge un’economia marittima che in FVG rappresenta il 15% del totale e occupa direttamente oltre 10.000 lavoratori, oltre ad avere un peso primario in termini di export – quasi il 40% dell’export dell’Italia nel settore cantieristico (3.496 M€), con un’incidenza di quasi il 16% sull’export regionale. Un settore che ha dimostrato una eccezionale resilienza durante la crisi pandemica e continua oggi a registrare una crescita importante (76% delle imprese con fatturato in crescita, 68% in forte crescita), mentre la maggior parte degli altri settori economici mostra segni importanti di crisi. Una industria sta investendo in innovazione, registrando il 43% di aziende con segnali di propensione all’innovazione, e cresce nell’attenzione alla sostenibilità, grazie all’importante sinergia attivata con il sistema scientifico regionale e nonostante il supporto dell’Amministrazione regionale sia diminuito del 70% rispetto a quello dato negli anni 2014-2020”.
“Dalla nostra indagine emerge che un quarto delle imprese è già attivo sui temi della sostenibilità, distinguendosi per certificazioni, investimenti finanziari, sviluppo di competenze professionali e monitoraggio della propria catena del valore – afferma il prof. Guido Bortoluzzi del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali, matematiche e Statistiche dell’università di Trieste -. Oltre il 40% ha avviato un percorso di sviluppo sostenibile, mentre circa il 30% non è ancora attrezzato in ambito ESG. Un aspetto cruciale riguarda le competenze interne: tre quarti delle imprese non hanno ancora formalizzato una figura dedicata alla sostenibilità, un elemento che sarà strategico nei prossimi anni per affrontare la crescente attenzione su questi temi. Infine, quasi il 70% delle imprese ha adottato pratiche di sostenibilità rivolte ai dipendenti, sottolineando il ruolo cruciale delle risorse umane nei processi aziendali e confermando attrazione e retention come priorità strategiche per il futuro. La centralità dei temi legati alla sostenibilità ambientale e alle persone è stata inoltre confermata dalle interviste svolte, sia con le PMI che con le grandi aziende con cui ci siamo confrontati.”
“È stato particolarmente significativo il lavoro congiunto realizzato insieme al DEAMS dell’Università degli Studi di Trieste, per sviluppare un indicatore complesso della sostenibilità dedicato alle imprese del mare in FVG – spiega Enrico Longato di Area Science Park -. Abbiamo tenuto conto non solo della sostenibilità finanziaria delle imprese, ma anche di elementi quali certificazioni e attività di innovazione considerabili green, come progetti e brevetti in cui la compatibilità ambientale risulta essere un elemento qualificante, o pratiche di sostenibilità sociale adottate dalle aziende. Queste analisi sono state possibili valorizzando il lavoro sviluppato da Area Science Park su dati di Innovation Intelligence FVG, oltre che grazie alle attività condotte sul campo dal DEAMS. Dall’integrazione di questi vari elementi emerge come un nutrito gruppo di imprese del campione considerato presenti una solida situazione economico-finanziaria e abbia già avviato investimenti significativi in innovazione green. Tuttavia, resta ancora ampio margine per pianificare e implementare ulteriori azioni mirate a rafforzare la sostenibilità complessiva nei processi aziendali”.
L’Osservatorio delle filiere marittime del Friuli Venezia Giulia nasce per intuizione di mareFVG che ha analizzato in modo dettagliato il tessuto imprenditoriale e sviluppato una metodologia innovativa per rappresentare le realtà locali nel settore marittimo. Questo studio è stato successivamente capitalizzato in una piattaforma d’innovazione M.IND che consente di scoprire le aziende regionali in base alla filiera in cui operano e relativi dettagli. Dalle sinergie intercorse in questi ultimi anni con Area Science Park, l’Università degli Studi di Trieste e ModeFinance, M.IND si è arricchita di nuovi indicatori, quello sulla propensione all’innovazione (costruito direttamente da Area Science Park) proveniente dalla piattaforma di Innovation Intelligence FVG e ulteriori indicatori di tipo economico finanziario provenienti da ModeFinance, mentre in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste è stato costruito uno strumento per la misurazione della sostenibilità aziendale.
Il report è scaricabile qui.
Servizi per l'Innovazione
12.12.2024
Le città protagoniste per il raggiungimento della neutralità climatica
Esperti di politiche ambientali e di pianificazione territoriale e rappresentanti istituzionali si sono ritrovati ieri a Roma per approfondire temi chiave quali il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), il rapporto tra i vari livelli dei piani per la transizione energetica, il percorso verso la neutralità climatica intrapreso dalle città italiane delle mission cities.
L’occasione è stata l’evento “Il ruolo della governance multilivello e della pianificazione territoriale integrata a supporto della transizione energetica”, organizzato congiuntamente dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e Area Science Park, partner italiani dei progetti NECPlatform e IN-PLAN, entrambi finanziati dal programma LIFE, per discutere il ruolo cruciale della pianificazione integrata e della collaborazione tra diversi livelli di governance nella realizzazione degli obiettivi climatici ed energetici nazionali ed europei.
La giornata ha segnato anche l’avvio dei lavori del Tavolo Nazionale di Discussione (National Coalition Group) del progetto IN-PLAN, offrendo un’opportunità unica per i vari stakeholder di confrontarsi e formulare raccomandazioni sulla pianificazione integrata, da condividere successivamente con i decisori politici nazionali.
Testimonianze di diverse città italiane hanno raccontato esempi concreti di approcci partecipativi e iniziative innovative, come i Climate City Contracts, evidenziando l’importanza della governance multilivello per la pianificazione energetica e climatica, focus del progetto NECPlatform.
Tra i diversi interventi ci sono stati anche quelli delle città faro italiane coinvolte nel progetto IN-PLAN: il Comune di Prato ha riportato l’esperienza dell’armonizzazione del nuovo Piano Strutturale Comunale con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile secondo le linee d’azione indicate nel Climate City Contract, il Comune di Narni ha parlato dell’importanza della collaborazione interdipartimentale nei comuni medio-piccoli per affrontare le sfide della complessità e il Comune di Padova delle sfide dell’implementazione di piani integrati ambiziosi per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2030.
È stata anche presentata la Linea Guida per supportare i comuni nella redazione, implementazione e monitoraggio di piani territoriali che integrino gli aspetti energetici, climatici e della mobilità, mirati al raggiungimento della neutralità climatica in un’ottica di governance multilivello.
“La ‘Linea Guida’ IN-PLAN suggerisce un approccio integrato e collaborativo che combina piani settoriali (relativi, ad esempio, ad energia rinnovabile, mobilità sostenibile e adattamento climatico) e piani urbanistici in un’unica strategia di pianificazione del territorio– spiega Fabrizia Salvi di Area Science Park -. Inoltre, promuove la collaborazione tra livelli di governo locali, regionali e nazionali, garantendo una maggiore coerenza e risorse per le azioni climatiche. Essa è in linea con iniziative europee come il Green Deal e la Legge Climatica dell’UE, e supporta gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di neutralità climatica”.
La giornata ha visto inoltre la realizzazione del 6° incontro della Piattaforma di dialogo italiana del progetto NECPlatform che con la rappresentante del MASE, Annalidia Pansini, ha avuto l’opportunità di confrontarsi sulla governance multilivello, orizzontale e verticale, e le relazioni tra i diversi piani: dal nazionale al locale per una piena attuazione delle politiche per l’energia ed il clima.
Sono emersi importanti spunti che saranno riportati nel Policy Brief che il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane proporrà ai partecipanti alla Piattaforma di Dialogo italiana e che sarà presentato al MASE e condiviso con gli altri progetti con i quali si sta collaborando per una piena promozione delle politiche climatiche in Italia e che possa contribuire a diffondere metodologie, buone pratiche e lezioni apprese.
Servizi per l'Innovazione
06.12.2024
Area Science Park a CES Las Vegas 2025
Area Science Park parteciperà anche quest’anno all’organizzazione della missione nazionale che porterà le migliori startup tecnologiche italiane al CES di Las Vegas, la più importante fiera della tecnologia al mondo, in programma dal 7 al 10 gennaio 2025. L’ente nazionale di ricerca sarà al fianco di ICE–Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, per accompagnare le 48 startup del Padiglione Italia, che sarà allestito all’interno dell’Eureka Park, l’area del CES dedicata alle innovazioni emergenti.
La missione, che Area Science Park supporta fin dal 2018, rappresenta un’opportunità concreta per le startup di entrare in contatto con il mercato globale, con potenziali partner di ricerca e industriali. Un palcoscenico che permette alle imprese di validare le proprie soluzioni direttamente sul campo, confrontandosi con operatori e investitori di primo piano.
Anche quest’anno Area Science Park ha organizzato la Startup Academy, un ciclo di incontri di formazione e capacity building con esperti del mondo dell’innovazione per preparare le startup a trarre il massimo beneficio dall’esperienza al CES: dall’organizzazione della manifestazione e ai modi migliori di interagire con potenziali partner di ricerca e industriali, investitori e stampa; dagli aspetti contrattuali e legali alla gestione delle relazioni con i media, fino alle tecniche di pitching.
L’attività rientra nelle iniziative di sviluppo della deep tech innovation, privilegiando i settori strategici delle scienze della vita, delle scienze dei materiali, delle tecnologie digitali avanzate e delle filiere energetiche verdi, a sostegno della generazione di impresa e funzionali a promuovere lo sviluppo socioeconomico del territorio nazionale, connettendo ricerca e impresa.
Durante il CES, Area Science Park sarà protagonista anche del palinsesto di eventi, workshop e conferenze che animeranno l’Arena del Padiglione Italia, dove interverranno numerosi stakeholder internazionali del settore tecnologico.
La partecipazione al CES si inserisce nella strategia di Area Science Park a supporto della crescita delle imprese tecnologiche italiane. Tra le iniziative più recenti la quinta edizione di Startup Marathon, in collaborazione con UniCredit e Fondazione Comunica, che si è chiusa con la finale del 26 novembre a Milano, a testimoniare l’impegno dell’ente nel creare connessioni tra startup, ricerca, industria e investitori, stimolando l’open innovation all’interno del tessuto economico e lo sviluppo delle piccole imprese innovative.
Servizi per l'Innovazione
05.12.2024
Presentato il Report Fvg Digitale 2024
Nel nuovo teatro immersivo P. Maurensig di Tavagnacco è stata presentata la quarta edizione del report annuale realizzato da DITEDI, in collaborazione con i partner scientifici Area Science Park (Enrico Longato, referente Innovation Intelligence FVG), Università degli Studi di Trieste (Guido Bortoluzzi e Lorenzo Porta) e Università degli Studi di Udine (Maria Chiarvesio e Martina Tomasetig) e con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il Report Fvg Digitale 2024 “Strategie di Business nell’era dell’AI: come le imprese IT affrontano e cambiano il mercato” analizza e descrive come le tante piccole e medie realtà del mondo digitale del FVG stanno generando nuove offerte di prodotti e di servizi legate all’Intelligenza Artificiale e come la utilizzino per customizzare soluzioni in grado di impattare sui prodotti e sui processi produttivi dei loro clienti. Da sole o attraverso forme collaborative, incluse le reti d’impresa, per far entrare questa tecnologia all’interno del tessuto produttivo regionale.
I dati del 2024 evidenziano come gli insediamenti di imprese ICT sul territorio regionale (2908) siano in costante e regolare aumento, +2,4% rispetto al 2022, per un totale di 2214 aziende del Friuli Venezia Giulia operanti nel settore ICT, in aumento dello 0,9% sempre rispetto al 2022, con la provincia di Udine che rappresenta il bacino di riferimento delle aziende del settore della regione, in quanto ospita quasi la metà di quelle individuate.
Le società di capitali (1056 unità) rappresentano la struttura societaria prevalente, pari al 47,7% del totale, in aumento (+1,7%) dal 2022; seguono le imprese individuali (812 unità, 36,7%), che registrano un aumento nominale più significativo, con 31 unità in più rispetto al 2022.
Il settore digitale regionale rappresenta un forte spinta innovativa per l’economia e il sistema delle imprese regionali. Infatti, il settore ICT conta attualmente 102 startup innovative, che operano principalmente nello sviluppo di software e rappresentano il 52% di tutte le startup regionali, a testimonianza dell’importanza del settore in termini di spinta innovativa. Altri segnali di questo tipo sono rilevabili anche dall’indicatore di propensione all’innovazione, il quale evidenzia come il 13% delle aziende del settore ICT regionale presenti almeno un segnale di innovazione. Tali aziende rappresentano il 9% di tutte le aziende regionali con una oggettiva propensione all’innovazione.
Accanto a un’analisi dei dati economici e delle dinamiche di crescita del settore, con approfondimenti anche sul merito creditizio (rating), il report presenta 12 casi aziendali significativi che illustrano come le imprese regionali stiano integrando l’AI per sviluppare prodotti, ottimizzare processi e ampliare i propri mercati (aziende rappresentate: AI4IV, Aindo, Datamantix, Datamind, evoseed, eXact lab, Eye-Tech, Infostar, Motion Analytica, NT Nuove Tecnologie, Visiofy e Visup).
L’ecosistema digitale del FVG appare così in crescita e pronto alla sfida dell’AI, e la spinta innovativa non tocca solo prodotti e servizi, ma anche modelli di business e relazioni.
Il report integrale è disponibile qui.
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