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18.10.2023
POSIDON PCP: sperimentate con successo due soluzioni innovative per la decontaminazione di aree industriali inquinate
Grazie al progetto europeo POSIDON PCP (POlluted SIte DecontaminatiON Pre-Commercial Procurement) sono state sviluppate e testate due nuove tecnologie per la decontaminazione di suoli in aree industriali inquinate dismesse. I risultati delle sperimentazioni dell’ultima fase della procedura competitiva, finalizzata all’acquisto di servizi di ricerca e sviluppo, sono stati presentati nel corso dell’evento finale di progetto, lo scorso 9 ottobre a Bilbao, in Spagna.
POSIDON, finanziato dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea e coordinato da Area Science Park, nasce con l’obiettivo di indirizzare dal lato della domanda pubblica, lo sviluppo di nuove soluzioni non ancora presenti sul mercato.<
Il progetto ha aggregato 5 committenti europei, proprietari/gestori dei siti inquinati, con l’esigenza comune di identificare nuove tecnologie di trattamento del suolo (ed eventualmente delle falde acquifere), preferibilmente in-situ, in grado di decontaminare terreni antropici eterogenei in zone industriali dismesse, composti da una miscela di rifiuti industriali (come terreni di risulta inquinati da idrocarburi del petrolio e metalli pesanti) e terreni costituiti da argille e sabbie, altamente inquinati da idrocarburi del petrolio (TPH e IPA) e metalli pesanti (in particolare arsenico e piombo).
Durante il progetto diversi fornitori (consorzi misti ricerca-impresa) sono stati chiamati a sviluppare, in modo parallelo e concorrente, soluzioni innovative, a partire dalla ideazione e progettazione di nuove soluzioni, alla prototipazione e validazione in laboratorio, fino allo sviluppo originale di due prototipi da testare entrambi e in parallelo sul campo in due diversi siti in Italia, a Trieste, e in Spagna, a Bilbao.
Le due tecnologie approdate alla fase sperimentale e comparativa sul campo sono quelle dei consorzi capitanati dalle aziende TESECO BONIFICHE e HPC Italia.
TESECO ha ideato e sviluppato la tecnologia Soil-Omic® che prevede processi biologici e chimico-fisici integrati, finalizzati alla decontaminazione di suoli e acque sotterranee da inquinanti organici e inorganici, tramite formulazioni biologiche basate sull’integrazione di metagenomica e ingegneria ambientale. La soluzione funziona con BIOflushing®, una tecnologia di bonifica in situ che utilizza impianti e sistemi idraulici specializzati per la biostimolazione, la bio-amplificazione e il lavaggio chimico di terreni saturi e insaturi. I risultati ottenuti hanno confermato l’efficacia del processo e dell’impianto dedicato alla degradazione del petrolio e degli idrocarburi policiclici aromatici, nonché per la rimozione dei metalli pesanti sia da terreni saturi che insaturi. In particolare, a Bilbao, in circa 5 mesi di esercizio dell’impianto, si è registrata una significativa riduzione nella contaminazione inorganica media del suolo insaturo* nonché nella contaminazione organica**. Soil-Omic® è in fase di commercializzazione ed è pronta ad entrare nel mercato a fine 2023.
HPC ITALIA ha invece sviluppato, assieme al Politecnico di Milano, la soluzione “Erase” (ElectRode-Aided Soil rEmediation), una piattaforma modulare flessibile in situ, che prevede la posa in opera di elettrodi per ridurre la contaminazione sia di inquinanti organici che inorganici, attraverso il trasporto indotto dal campo elettrico nel suolo, oltre che azioni di trattamento chimico e biologico per iniezione di prodotti chimici e nutrienti. La modularità della tecnologia consente di operare su sorgenti contaminate di diversa estensione e profondità. La soluzione è ancora in fase di sviluppo, ma dai test della Fase 3 sono emerse già prove di un aumento della mobilità dei metalli, con una riduzione della concentrazione di alcuni di essi nel suolo, mentre i dati di monitoraggio hanno confermato anche una diminuzione degli idrocarburi poliaromatici e degli idrocarburi.
*Riduzione nella contaminazione inorganica media del suolo insaturo: Arsenico -97%, Cadmio -82%, Cromo -31%, Nichel -56%, Piombo -95%, Rame -96%, Zinco -94%.
**Riduzione nella contaminazione organica: Idrocarburi (TPH) -85%, Dibenzo (a.h)antracene -97%, Benzo(a)pirene -97%, Indeno (1.2.3-cd) pirene -97%, Pirene -97%, Benzo(a)antracene -99%, Crisene -97%, Benzo(b)fluorantene -99%, Benzo(k)fluorantene -96%, Somma PAH (EPA 16) -97%.
Il progetto POSIDON PCP coinvolge Area Science Park (coordinatore e partner tecnico del progetto), il gruppo dei 5 gestori di siti inquinati da bonificare: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (Lead procurer dell’appalto pre-commerciale congiunto) (IT), il Comune di Bilbao (ES), Spaque (BE), CEA – Comune di Vitoria Gasteiz (ES), Baja do Tejo (PT), ai quali si aggiungono i partner tecnici: Sara Bedin esperta in appalti di innovazione e Pre-commercial procurement (IT); TECNALIA, centro di ricerca basco (ES); IHOBE, Agenzia dell’ambiente basca (ES) e MAS referente per la comunicazione (ES).
POSIDON ha ricevuto finanziamenti dal Programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione europea nell’ambito dell’Accordo di sovvenzione N. 776838. Il contenuto di questo comunicato stampa riflette solo il punto di vista degli autori e l’Agenzia esecutiva ‘European Research Executive Agency (REA)’ non è responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in esso contenute.
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16.10.2023
Sviluppo economico della Repubblica della Macedonia del Nord: in Area Science Park una tre giorni del progetto EU4EG
Tre giorni di scambio di buone pratiche e networking nell’ambito del progetto “EU for Economic Growth” (EU4EG): questo l’obiettivo dei lavori che dal 16 al 18 ottobre vedono nel Centro Congressi di Area Science Park agenzie territoriali a supporto delle imprese, stakeholder istituzionali e imprese parlare dello sviluppo economico della Repubblica della Macedonia del Nord.
Ad aprire i lavori questa mattina sono stati Caterina Petrillo, Presidente di Area Science Park, Roberto Antonione, Segretario generale della Central European Initiative (CEI), e Vesel Memedi, Ambasciatore in Italia della Repubblica della Macedonia del Nord.
EU4EG, partito nel 2021 e della durata di 48 mesi, ha come obiettivo il rafforzamento del sistema economico della Macedonia del Nord nel quadro dell’adesione del Paese all’UE. Il progetto mira a ottenere una maggiore competitività del sistema produttivo unita a sostenibilità e decarbonizzazione, ponendo un focus sul ruolo primario degli ecosistemi industriali e dell’innovazione e attuando interventi orientati alla transizione digitale e verde che puntino a più elevati standard ambientali e sociali.
Partner del progetto, che ha ottenuto un finanziamento complessivo di circa 9.5 milioni di euro, sono l’Agenzia di Cooperazione Internazionale federale tedesca (GIZ) (coordinatore), il Ministero federale tedesco per l’Economia e il Clima (BMWK), l’Iniziativa Centro Europea (CEI) e Area Science Park.
“Vorrei ringraziare Area Science Park per questo invito, – ha dichiarato Vesel Memedi, Ambasciatore in Italia della Repubblica della Macedonia del Nord – si tratta di un parco scientifico e tecnologico incredibile per dimensione e portata delle attività di ricerca che qui vengono sviluppate da tanti anni. Ritengo che sia molto importante per la Repubblica della Macedonia del Nord, soprattutto in vista della sua prossima adesione all’Unione Europea, poter sviluppare a sua volta parchi scientifici e tecnologici di questa portata, sviluppare la ricerca, sviluppare le attività in ambito scientifico perché questa è l’unica garanzia di competitività per un Paese, soprattutto quando si tratta di competere su un mercato come quello dell’Unione Europea di circa 500 milioni di abitanti”.
“Il contributo di Area Science Park al progetto si fonda sulle consolidate competenze dell’Ente nel promuovere e sostenere l’innovazione e nella capacità di dialogare con le imprese e con il mondo della ricerca – spiega la Presidente Caterina Petrillo -. A questo, Area unisce il valore aggiunto di saper produrre ricerca di punta nei settori che oggi interessano la transizione digitale e verde. Questo progetto è per noi molto importante e rappresenta un elemento di una più ampia strategia di relazioni con i Balcani e l’Europa centro-orientale che l’Ente intende rafforzare e rilanciare in chiave di sostegno alla crescita fondato su ricerca e innovazione”.
EU4EG si basa su tre componenti interconnesse. La prima prevede la mappatura degli ecosistemi imprenditoriali e delle catene del valore regionali, l’individuazione della disponibilità di servizi di supporto alle imprese (Business Support Services, BSS) sui territori e la creazione di un programma di capacity building rivolto alle organizzazioni di supporto alle imprese (BSO), per metterle nelle condizioni di fornire nuovi servizi a PMI e start-up macedoni. La seconda componente prevede l’avvio di quattro programmi di accelerazione d’impresa per supportare la crescita di gruppi selezionati di start-up. La terza componente mira a costruire un programma di finanziamento di progetti di innovazione e rinnovamento aziendale, portati avanti congiuntamente da PMI e BSO sui temi del Green Deal e della Nuova Strategia Industriale UE.
Ad oggi i principali risultati raggiunti dal progetto sono un programma di capacity building su 14 tematiche, 49 metodologie e strumenti per fornire servizi di supporto alle imprese (BSS), 271 ore di formazione, 170 rappresentanti di organizzazioni di supporto alle imprese (BSO) coinvolti. Inoltre, grazie a EU4EG sono stati finanziati 27 progetti congiunti tra Piccole e Medie Imprese e BSO macedoni. Infine, sono stati erogati dal progetto 4.5 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti e 5 milioni di euro finanziati dalle imprese coinvolte.
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29.09.2023
Trieste Next: presentata la terza edizione del Big Science Business Forum che si terrà nel 2024 a Trieste
Trieste lancia la lunga volata per ospitare nel 2024 la terza edizione del Big Science Business Forum (BSBF), la conferenza internazionale orientata al business che riunisce le principali infrastrutture di ricerca europee, ormai accreditata come il principale punto di incontro tra le infrastrutture di ricerca e l’industria. La presentazione delle tappe che porteranno all’organizzazione del forum dall’1 al 4 ottobre del prossimo anno nel Trieste Convention Center all’interno del Porto Vecchio del capoluogo giuliano, è avvenuta a Trieste Next, nell’ambito dell’evento “Non solo Ricerca. Il valore delle Infrastrutture scientifiche per l’economia e la società”, organizzato da Area Science Park in collaborazione con SIS FVG.
La scelta di Trieste per il BSBF 2024 non è casuale: la città ha una delle più elevate concentrazioni di ricercatori d’Europa ed è sede di numerosi centri e organismi di eccellenza scientifica nazionali e internazionali. Tra questi il Consorzio per le Infrastrutture di Ricerca dell’Europa Centrale (CERIC), punto di accesso aperto ad alcune delle strutture di indagine scientifica più avanzate di otto Paesi centroeuropei (Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Italia, Polonia, Romania, Slovenia, Ungheria) nei campi dei materiali, dei biomateriali, delle nanotecnologie, con particolare attenzione ai temi dell’energia e delle scienze della vita.
“A differenza degli altri programmi esterni di supporto all’innovazione, il BSBF è un’iniziativa promossa autonomamente dalla comunità scientifica per facilitare l’incontro tra ricerca e industria internazionale – spiega Paolo Acunzo dell’ENEA, Direttore delle attività del BSBF Trieste 2024 -. Il fatto che per la prima volta questo importante Forum si svolgerà in Italia è un chiaro riconoscimento del ruolo di protagonista assunto dal nostro sistema Paese nella costruzione di un mercato europeo della Big Science. Fino al 2025 Trieste sarà al centro dell’attenzione del variegato mondo della Big Science e già dal prossimo 26 settembre – conclude Acunzo – si incontreranno a Trieste i rappresentanti tutte le grandi infrastrutture internazionali per concordare le prossime attività da sviluppare congiuntamente in preparazione del BSBF Trieste 2024”.
La candidatura di Trieste, oltre che dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – su input dell’Assessore regionale alla ricerca Alessia Rosolen – e dal Governo italiano, è stata sostenuta dall’Iniziativa Centro Europea, il primo Forum internazionale per Cooperazione Regionale che ha sede a Trieste. Co-organizzatori del Forum sono una serie di Centri di ricerca internazionali: CERN, ESA, ESO, ESRF, ESS, European XFEL, FAIR, ILL, F4E, SKAO. Il Comitato organizzatore locale è composto da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Area Science Park, Promo Turismo FVG, Università di Trieste, Camera di Commercio Venezia Giulia. Ulteriori partner sono gli Industrial Liaison Office: ILO (Denmark), ILO (Spain) e ILO Network Italia, la rete composta dai rappresentanti di CNR, ENEA, INAF e INFN.
BSBF si propone come il primo “sportello unico” per aziende europee e altre organizzazioni interessate a interagire con le grandi organizzazioni scientifiche europee, con l’obiettivo di creare in Europa un mercato comune della grande scienza più forte, più trasparente ed efficiente, senza barriere di ingresso ai fornitori industriali che vogliano stringere rapporti con le grandi installazioni di ricerca.
La prima edizione del BSBF, ospitata dall’Agenzia danese per la scienza e l’istruzione superiore a Copenaghen, in Danimarca, è stata un grande successo e risultati simili sono stati raggiunti anche dalla seconda edizione BSBF che si è tenuta a Granada, in Spagna: più di 1.000 delegati provenienti, oltre 500 aziende e organizzazioni da 30 Paesi. L’area espositiva ha visto la presenza di più di 200 aziende e organizzazioni e durante l’evento si sono svolti oltre 790 incontri B2B e B2C.
BSBF ha offerto approfondimenti sulle opportunità di appalti e commesse per le aziende del valore di quasi 10 miliardi di euro complessivi all’anno.
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26.09.2023
A Portorose inaugurata la North Adriatic Hydrogen Valley (NAHV)
Il tanto atteso avvio della North Adriatic Hydrogen Valley (NAHV) è finalmente arrivato. La prima iniziativa transnazionale di questo tipo nell’ambito del programma Horizon Europe, sostenuto dalla Clean Hydrogen Partnership, è stata lanciata a Portorose, in Slovenia. Più di 100 delegati in rappresentanza di 37 partner di progetto provenienti da tre Paesi, Croazia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Italia) e Slovenia, si sono riuniti per il kick-off meeting del progetto.
La NAHV è partita l’1 settembre e avrà una durata di 72 mesi. Comprende 17 progetti pilota da sviluppare in diverse località in tutti e tre i Paesi partner. Il partenariato, che ha ottenuto un contributo di 25 milioni di euro da Clean Hydrogen Partnership, ed è guidato da HSE, il più grande produttore e distributore di energia elettrica della Slovenia e produttore di energia elettrica da fonti rinnovabili, comprende 37 organizzazioni: aziende, università, istituti e altri enti pubblici dei tre paesi partecipanti, tra i quali Area Science Park. L’ideazione del progetto copre l’intera catena del valore dell’uso dell’idrogeno rinnovabile, dalla produzione, attraverso lo stoccaggio e la distribuzione, fino al suo utilizzo finale in vari settori, in particolare l’industria e i trasporti terrestri e marittimi, accelerando la transizione verso le energie rinnovabili su tre pilastri target: industrie hard-to-abate e i settori dell’energia e dei trasporti. Questi sono i motivi principali per cui NAHV ha ricevuto il Sigillo di Eccellenza, che viene assegnato nell’ambito di Horizon Europe a progetti che hanno ottenuto valutazioni elevate.
L’obiettivo principale dell’iniziativa è creare un mercato per l’idrogeno verde sia dal lato della domanda che dell’offerta, rendendolo una fonte energetica competitiva per il futuro. I principali attori del settore di tutti e tre i Paesi svilupperanno progetti pilota per produrre fino a 5.000 tonnellate di idrogeno rinnovabile all’anno da fonti energetiche rinnovabili, destinati allo stoccaggio, alla distribuzione e all’uso dell’energia. Si prevede che circa il 20% dell’idrogeno rinnovabile prodotto verrà scambiato tra i paesi partecipanti, creando così un mercato regionale primario per l’idrogeno. Introducendo tecnologie avanzate per l’idrogeno e sviluppando competenze e infrastrutture, il partenariato persegue anche altri obiettivi chiave del Green Deal europeo. In particolare, i progetti NAHV puntano alla decarbonizzazione di importanti settori industriali come la produzione di acciaio, cemento e vetro e forniscono soluzioni sostenibili di trasporto terrestre e marittimo legate alla riduzione dell’impronta di carbonio.
Si prevede che l’implementazione delle attività di innovazione previste libererà ulteriori investimenti in tecnologie legate all’idrogeno rinnovabile per un importo di oltre 300 milioni di euro, destinati ad aumentare la capacità di produzione, stoccaggio, trasmissione e utilizzo dell’idrogeno. Si prevede l’erogazione di ulteriori investimenti, sia durante l’attuazione del progetto che successivamente, sia da fonti private che pubbliche sotto forma di investimenti follow-up nei progetti pilota avviati con successo in 17 siti nei tre Paesi partecipanti, ma anche attraverso nuove iniziative che contribuiranno all’evoluzione di un ecosistema sociale ed economico basato sull’idrogeno rinnovabile. Lo sviluppo previsto crea la necessità di nuove competenze e capacità, che rendono le università e gli enti di ricerca partner dell’iniziativa protagonisti importanti nella progettazione e diffusione di nuovi programmi formativi, poiché la NAHV è destinata a diventare un veicolo per la creazione di posti di lavoro.
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13.09.2023
“Un mondo nuovo”: presentata la XII edizione di Trieste Next, il festival della ricerca scientifica
300 tra scienziati, umanisti e grandi personalità provenienti dall’Italia e dal mondo, un centinaio di eventi, un nuovo premio letterario, “Science Book of the Year”, dedicato ai maestri della divulgazione scientifica, 45 spazi espositivi in Piazza Unità, 65 attività per le scuole. Sono questi alcuni dei numeri della XII edizione di Trieste Next, il festival della ricerca scientifica in programma nel capoluogo giuliano dal 22 al 24 settembre 2023.
Il tema dell’edizione è “Un mondo nuovo. Scienza, cultura, innovazione per un futuro sostenibile”, che fa il verso al più celebre romanzo fantascientifico di Aldous Huxley. Come ogni edizione il festival presenta un ricco programma sempre più internazionale con ospiti di grande rilievo, tra cui Andrea Rinaldo, vincitore dell’International Stockholm Water Prize 2023, definito il “Nobel dell’Acqua”, il parastronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) John McFall, Henry Sanderson e Paul Ekins, tra i maggiori esperti mondiali di geopolitica delle risorse, Giulio Boccaletti, direttore scientifico del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici e chief strategy officer di The Nature Conservancy, la più grande organizzazione ambientale al mondo, Ersilia Vaudo, astrofisica e chief diversity officer dell’ESA, Sandra Savaglio, celebre astrofisica dell’Università della Calabria, cui la rivista Time aveva dedicato una copertina, Chiara Valerio, nota scrittrice e saggista, e Bruce Bassett, cosmologo dell’African Institute for Matematical Science di Cape Town e autore del celebre saggio La relatività a fumetti.
Il festival, in questa sua edizione 2023, tenterà di tracciare, attraverso un caleidoscopio di voci di grande autorevolezza, un profilo di questo nuovo mondo, provando come sempre a immaginare il futuro che ci attende. Esplorerà temi come i cambiamenti climatici e l’emergenza acqua, la transizione energetica e i costi della sostenibilità, l’intelligenza artificiale e i benefici e i rischi che comporta per l’essere umano, la robotica e la transizione digitale, le biotecnologie e le sfide del 21° secolo, i nuovi materiali e i nuovi farmaci, lo spazio e ciò che ancora dobbiamo comprendere dell’Universo.
Si avvarrà di contributi provenienti dal mondo della scienza, ma anche da quello della cultura, nella consapevolezza che se lo strumento principe per costruire un nuovo mondo è il progresso scientifico, questo non può essere disgiunto dal pensiero critico, in un’alleanza tra scienziati e umanisti fondamentale per innalzare le fondamenta del futuro che abiteremo.
“Trieste Next è per il nostro ente e, più in generale, per tutto il sistema della ricerca e dell’innovazione del Friuli Venezia Giulia un appuntamento ormai consolidato. Ogni edizione è per gli organizzatori e i promotori una nuova sfida nella proposta di temi e attività che coinvolgano un pubblico sempre più attento ed esigente” ha commentato Caterina Petrillo, presidente di Area Science Park, “Il nostro contributo per l’edizione 2023, dedicata a immaginare un nuovo mondo in un futuro sostenibile, si concentra sull’analisi dell’impatto socio-economico che le infrastrutture per la ricerca hanno sui territori. Vogliamo, inoltre, offrire uno spaccato sui materiali del futuro, da quelli quantistici a quelli per gli impieghi energetici, che meglio possono disegnare la transizione verde delle città e dei sistemi produttivi”.
Trieste Next 2023 è un evento che rientra nell’ambito del protocollo Trieste Città della Conoscenza. I promotori di Trieste Next sono il Comune di Trieste, l’Università di Trieste, ItalyPost, Area Science Park, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale – OGS, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati – SISSA. Co-promotore della manifestazione, realizzata in collaborazione con la Commissione Europea – Rappresentanza di Milano, è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Tutti gli incontri sono gratuiti, è necessaria l’iscrizione al seguente link: TRIESTE NEXT 2023.
biotech
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intelligenza artificiale
Istituzionale
materiali
05.09.2023
Squadra ICGEB contribuisce a dimostrare l’efficacia della terapia genica in una malattia metabolica del fegato
Nel New England Journal of Medicine sono stati pubblicati i risultati di uno studio clinico europeo di terapia genica che ha coinvolto medici della Francia, l’Italia e i Paesi Bassi. Il gruppo di Genetica Molecolare dei topi dell’ICGEB, uno dei fondatori del progetto, ha posto le basi per la traslazione clinica dello studio.
Il capogruppo del Laboratorio ICGEB di Genetica Molecolare dei topi, Dott. Andrés F. Muro e la ricercatrice associata, Dott.ssa Giulia Bortolussi, hanno preso parte al progetto di ricerca europeo CureCN, che mira a sviluppare una terapia genica curativa per la rarissima sindrome di Crigler-Najjar (CN), una malattia epatica potenzialmente letale che colpisce un individuo su un milione alla nascita.
Il progetto, iniziato nel 2013, è guidato da Généthon, Francia e sponsorizzato dal programma H2020 della Commissione europea. Il consorzio comprende 11 partner provenienti da sei Paesi europei e ha visto la collaborazione esterna dell’ICGEB, che è stato fondamentale per la generazione di dati preclinici tramite l’utilizzo del modello murino Ugt1a KO, ponendo così le basi per la successiva traduzione clinica della sperimentazione.
I risultati della sperimentazione clinica sono stati pubblicati il 17 agosto in un manoscritto congiunto sul New England Journal of Medicine, di cui sono coautori i Dott.ri Bortolussi e Muro. Si tratta della prima dimostrazione clinica dell’efficacia della terapia genica in una malattia metabolica del fegato, che dimostra la sicurezza e la tolleranza del trattamento, nonché la sua efficacia alla dose più elevata.
Lo studio ha dimostrato il ripristino dell’espressione a lungo termine dell’enzima mancante con una forte riduzione dei livelli di bilirubina plasmatica nei tre pazienti adulti trattati con la dose più alta. L’attuale fase dello studio, avviata nel gennaio 2023, mira a confermare l’effetto osservato in un numero maggiore di pazienti, compresi i bambini di età pari o superiore a 10 anni, età in cui il fegato matura. Se i risultati dovessero essere conclusivi, si potrebbe presentare una richiesta di licenza per il medicinale alle autorità francesi ed europee.
Il Dott. Muro afferma che: “Siamo molto orgogliosi del nostro contributo alla sperimentazione. I risultati ottenuti nei pazienti rappresentano un fondamentale passo in avanti verso l’applicazione della terapia genica non solo per i pazienti Crigler-Najjar, ma anche per altre malattie genetiche del fegato. Si tratta del primo caso di correzione a lungo termine di una malattia causata da una proteina epatica non secreta”.
La sindrome ereditaria di Crigler-Najjar si verifica subito dopo la nascita. È causata dalla carenza di un enzima specifico del fegato (uridina difosfato glucuronosiltransferasi 1A1) che porta all’accumulo di bilirubina non coniugata tossica in tutti i tessuti del corpo. Se non trattata, la CN provoca danni neurologici irreversibili nel cervello e porta alla morte. Al momento, l’unico trattamento è la fototerapia fino a 12 ore al giorno – che perde efficacia man mano che i pazienti crescono – e prima o poi un trapianto di fegato, che comporta rischi elevati e possibili complicanze.
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Dai nostri campus
11.08.2023
ICGEB, CNR e Area Science Park insieme per la ricerca sul virus SARS-CoV-2
Il progetto di ricerca ‘Impact of SARS-CoV-2 variants on genome integrity and their involvement in inflammation and neuropathogenesis’ (Impatto delle varianti di SARS-CoV-2 sull’integrità genomica e loro coinvolgimenti nell’infiammazione e nella neuropatogenesi) che vede come capofila il laboratorio di Virologia dell’ICGEB (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) in collaborazione con l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR, l’IFOM e Istituto Ricerca e Innovazione Tecnologica dell’Area Science Park di Trieste è risultato tra i vincitori del bando per il sostegno a progetti di ricerca nell’ambito della “Rete Italiana per la sorveglianza virologica, il monitoraggio immunologico, la formazione e la ricerca in Preparazione alla gestione delle Emergenze Infettive – R.I.Pr.E.I.” finanziato dal Ministero della Saluta attraverso l’Istituto Superiore di Sanità.
Il bando è concepito per conoscere meglio SARS-CoV-2, a partire dalla caratterizzazione delle sue varianti e dei meccanismi di diffusione e patogenicità, fino all’individuazione di strategie innovative per la diagnosi, la prevenzione e la cura.
“Prendendo lo spunto da un lavoro condotto in precedenza dove abbiamo scoperto come il virus sia in grado di danneggiare il DNA cellulare attivando meccanismi pro-infiammatori e senescenza cellulare” dichiara Alessandro Marcello, “abbiamo proposto di studiare l’impatto delle varianti più recenti del virus soprattutto nel contesto della neuroinfiammazione.” Da questa ricerca potranno emergere nuove conoscenze sulle conseguenze a lungo termine dell’infezione, propedeutiche alla sperimentazione di nuove terapie efficaci.
La sinergia con il CNR/IFOM, per lo studio dei meccanismi del danno al DNA e del riparo, e con l’Area Science Park per lo studio delle varianti combinando virologia molecolare, intelligenza artificiale e genomica, sarà determinante per il successo del progetto.
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Dai nostri campus
neuroinfiammazione
SARS-CoV-2
26.07.2023
Al via la quarta edizione di Startup Marathon
Selezionare e valorizzare le aziende innovative più interessanti del panorama nazionale, ma anche rappresentare un’occasione di sensibilizzazione sul tema della generazione e sviluppo d’impresa. È la missione di Startup Marathon, il contest rivolto a startup, pmi innovative e spin-off universitari promosso da Area Science Park, UniCredit e Fondazione Comunica, che ha aperto le selezioni per la sua quarta edizione.
Il bando, disponibile su startupmarathon.it e aperto fino al 24 settembre, è riservato a incubatori e acceleratori d’impresa, che possono candidare fino a due tra startup, spin-off e pmi innovative. Le realtà selezionate presenteranno il loro pitch di fronte a una platea di investitori e imprenditori nello Startup Marathon Digital Day, in programma il 27 ottobre nell’ambito di DIGITALmeet. Verranno quindi nominate le 10 finaliste che si sfideranno il 14 novembre nella sede di UniCredit a Verona, in quello che sarà il primo evento in presenza nella storia di Startup Marathon. In palio l’ingresso nel programma di accelerazione UniCredit Start Lab e la partecipazione alla missione nazionale al CES di Las Vegas.
Le realtà vincitrici saranno infatti accompagnate in un percorso orientato alla ricerca di grant e di finanziamenti, oltre che allo sviluppo di prodotti e servizi in grado di generare fatturato ed occupazione. Più nello specifico, l’azienda vincitrice parteciperà all’edizione 2024 del programma di accelerazione UniCredit Start Lab e sarà preselezionata per prendere parte al programma di internazionalizzazione Primo Innovare. La seconda e la terza classificata saranno inserite tra le preselezionate per prendere parte alla missione nazionale al CES di Las Vegas, la più importante fiera al mondo dedicata all’innovazione e alle nuove tecnologie.
A valutare i progetti sarà una giuria di esperti provenienti dal mondo dell’imprenditoria, dell’innovazione e della stampa specializzata, presieduta da Mariarosa Trolese, board member dell’Italian Business Angel Network. È previsto anche un premio speciale per una startup, pmi innovativa o spin-off la cui composizione sociale sia a maggioranza femminile. Questa azienda sarà inserita tra le preselezionate per prendere parte al programma di internazionalizzazione Prospera Women.
«Sono trascorsi undici anni dall’entrata in vigore della legge Passera, che ha riconosciuto le startup innovative nell’ordinamento italiano», ricorda Roberto Pillon, responsabile dell’ufficio Generazione d’impresa di Area Science Park. «In questi anni molto è stato fatto per sostenere l’innovazione nel nostro Paese, ma è uno sforzo che deve continuare per colmare il gap nei confronti delle altre economie più avanzate, che resta ancora notevole. Iniziative come Startup Marathon vanno esattamente in questa direzione, permettendo agli ecosistemi innovativi nazionali di fare rete e mettere a sistema le eccellenze diffuse sui territori».
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19.07.2023
Metaverso e suo utilizzo in campo imprenditoriale: se n’è parlato in un evento IP4FVG a Udine
Sebbene sia spesso associato al settore dell’intrattenimento e del gaming, il metaverso può essere impiegato per usi industriali inaspettati e ancora poco esplorati: dalle soluzioni per la collaborazione e il lavoro a distanza alla formazione, dalla prototipazione dei prodotti al il coinvolgimento dei clienti e al marketing. Riconoscere il potenziale di queste applicazioni, può portare alle imprese una maggiore produttività, una migliore esperienza dei clienti e a soluzioni innovative che abbracciano diversi settori. Con l’obiettivo di approfondire le diverse possibilità che offre la tecnologia per il settore industriale e per confrontarsi su esperienze già realizzate si è svolto a Udine l’evento “I metaversi: uno, nessuno o centomila?”, organizzato da IP4FVG e Area Science Park in collaborazione con Confindustria Udine e il Cluster DITEDI.
Oltre 70 i partecipanti all’incontro che si sono confrontati su tematiche specifiche nel corso di tre diversi tavoli di lavoro: dalle piattaforme ai dispositivi e software, dalle opportunità alle barriere dell’impiego del metaverso in azienda, al tema dei contenuti condivisibili all’interno del metaverso. Diverse le realtà coinvolte, tra le quali: AIXP, ANCE, Cluster Reply, Eurosystem, Eye-Tech, Hfyret, I AM Architetti, IKON, Isonlab, Net, Over, Simtech, TechStar, Tre.Digital, Università degli Studi di Udine, Video System, Wuerth Italia, Zeranta, 4DODO. I tavoli, moderati da Francesca Marchi, Marco Slavich e Marco Lavaroni di Area Science Park, hanno approfondito tre temi principali: “Le Tecnologie abilitanti: piattaforme, dispositivi, software”; “Casi d’uso sviluppati: obiettivi, opportunità e barriere”; “Contenuti: ambienti, oggetti, interazioni”. Durante i tavoli di lavoro sono stati illustrati le soluzioni tecniche, i casi d’uso sviluppati e le tipologie di contenuti, oggetti e interazioni possibili per realizzare le proprie attività nel metaverso, spazio virtuale condiviso in cui le persone possono interagire in tempo reale tra loro e con i contenuti digitali.
“Il metaverso non è altro che il mondo in cui far vivere i nostri gemelli digitali – spiega Roberto Siagri, Presidente della Cabina di Regia di IP4FVG – se l’IoT dà vita al gemello digitale, serve poi un luogo in cui utilizzarlo. I casi d’uso e le esperienze che ci hanno presentato le aziende dimostrano che il metaverso comincia ad essere ‘tangibile’, nel senso che sempre più aziende lo utilizzano. Sono ancora poche però quelle che ne fanno un utilizzo prettamente industriale, perché se le imprese non digitalizzano con l’IoT le linee di produzione ed i prodotti è difficile utilizzare appieno le potenzialità offerte dal metaverso industriale. Siamo, quindi, ancora a metà strada. Bisogna però fare in fretta a colmare questo gap perché ci troveremo immersi nel metaverso molto prima di quanto pensiamo e scopriremo che sarà molto più ‘reale’ di quello che oggi ci si possa immaginare”.
“Confindustria Udine – afferma Dino Feragotto, vicepresidente Confindustria Udine – crede nell’innovazione digitale e ha collaborato a questo evento dedicato al metaverso con il proprio Digital Innovation Hub, per essere al fianco delle imprese manifatturiere e dei servizi che dimostrano di aver compreso l’importanza della transizione digitale. Siamo stati positivamente colpiti dalla vasta platea di aziende che già operano in questo contesto, a conferma della vitalità digitale del FVG. Il dibattito sull’evoluzione digitale delle imprese è acceso; si aprono nuovi mondi da esplorare con opportunità, ma anche criticità tecniche da gestire, ad esempio la sicurezza informatica, ma anche la scarsità di competenze qualificate. Metaverso, realtà aumentata e intelligenza artificiale sono strumenti che chiamano le imprese a ridisegnare il loro business con opportunità enormi di crescita competitiva, stimoli creativi e risultati interessanti anche sul fronte della sostenibilità. Prendiamo ad esempio l’applicazione del metaverso nel manifatturiero per rappresentare la realtà fisica nel gemello digitale. Questa applicazione chiamata ‘digital twin’ sta trovando applicazione in diversi contesti quali ad esempio: la progettazione, la simulazione e il marketing”.
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13.07.2023
PICOSATS chiude con successo un ulteriore round di investimento
PICOSATS S.r.l., società leader nel settore delle telecomunicazioni satellitari con sede a Trieste, è lieta di annunciare la chiusura del suo secondo round di investimento di 2.13 milioni di euro.
Il round di investimento a cui hanno partecipato LIFTT S.p.A., Progress Tech Transfer e Galaxia – Il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per l’Aerospazio di CDP Venture Capital Sgr, ha raccolto una somma significativa, che consentirà a PICOSATS di continuare a innovare e sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate nel settore spaziale.
Questa nuova iniezione di capitale rappresenta un voto di fiducia nel potenziale di crescita di PICOSATS e rafforza la posizione della società come leader nel settore delle telecomunicazioni satellitari. I fondi raccolti saranno impiegati per l’ampliamento delle attività di ricerca e sviluppo, il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica, e l’espansione delle operazioni commerciali. La società si propone di raggiungere diversi obiettivi, tra cui dimostrare la tecnologia in banda Ka sviluppata con il supporto dell’Agenzia Spaziale Europea attraverso una missione in orbita in collaborazione con D-Orbit S.p.A. Inoltre, sta lavorando allo sviluppo di un modem che consenta velocità di trasmissione dati elevate.
PICOSATS ha dimostrato un successo costante nel fornire soluzioni innovative che stanno aprendo nuovi orizzonti nella comunicazione satellitare. I sistemi di telecomunicazioni sviluppati dalla società rivoluzioneranno l’accesso allo spazio, offrendo una maggiore flessibilità e una riduzione dei costi rispetto alle tecnologie tradizionali.
Il rappresentante legale di PICOSATS, Mario Fragiacomo, ha dichiarato entusiasta: “La chiusura di questo round di investimento è un importante traguardo per PICOSATS e un riconoscimento del nostro impegno per l’innovazione nel settore spaziale. Questo nuovo capitale ci permetterà di accelerare la nostra ricerca e sviluppo e di portare sul mercato soluzioni ancora più avanzate. Siamo grati ai nostri investitori per la fiducia che hanno riposto in noi e siamo determinati a continuare a spingere i limiti della tecnologia spaziale. Ci tengo anche a ricordare il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana – ASI e di quella Europea – ESA, che hanno creduto in noi fin dall’inizio.”
La chiusura di questo round di investimento conferma il ruolo di PICOSATS come leader nell’industria spaziale, e la società è entusiasta di portare avanti la sua missione di rendere lo spazio accessibile a tutti, aprendo nuove opportunità per la ricerca scientifica, e le telecomunicazioni satellitari.
Guido Panizza, Head of Project Management di LIFTT, ha dichiarato: “PICOSATS presidia all’interno del nostro portfolio un segmento di business dal potenziale elevato, qual è quello delle telecomunicazioni aerospaziali. Per noi di LIFTT contribuire allo step significativo della messa in orbita del progetto rappresenta un decisivo attestato di stima e fiducia nei confronti di una tecnologia e di un team di lavoro di alto profilo quale quello di PICOSATS. Inoltre, la chiusura di questo nuovo round e la progressione di questo progetto rappresentano in modo esemplare l’importanza del Technology Transfer quale elemento essenziale nella crescita complessiva del Sistema Paese”.
Francesco De Michelis di Progress Tech Transfer ha dichiarato: “Da quando abbiamo fatto il primo investimento nel 2022 PICOSATS ha continuato a crescere, sia tecnicamente che commercialmente. La qualità della soluzione tecnica proposta dalla società è testimoniata dal rilievo e dal prestigio del pool di investitori che hanno partecipato a questo round di investimento”.
“Le soluzioni di PICOSATS per le comunicazioni satellitari sono in grado di portare innovazione rilevante a un mercato in fortissima espansione, riuscendo a miniaturizzare transponder e antenne per servire fino a 5 volte più clienti per orbita, riducendo nel contempo sia i costi di produzione che di gestione” commenta Claudia Pingue, Responsabile del fondo di Technology Transfer di CDP Venture Capital Sgr, “Abbiamo creato il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per l’Aerospazio Galaxia proprio per stimolare lo sviluppo di startup che sviluppano servizi per upstream e downstream potenzialmente game changer nel mercato. Siamo orgogliosi di contribuire alla crescita di PICOSATS.”
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Informazioni su PICOSATS
PICOSATS Srl è una PMI innovativa con sede a Trieste che si occupa dello sviluppo di sistemi di telecomunicazione all’avanguardia per piccoli satelliti. Fondata nel 2014 come spin-off dell’Università degli Studi di Trieste e insediata in Area Science Park, PICOSATS sta rivoluzionando l’industria aerospaziale introducendo soluzioni avanzate e flessibili che consentono un accesso più economico allo spazio. La società collabora con aziende e istituzioni di tutto il mondo per accelerare l’innovazione e aprire nuove frontiere nello spazio.
Per ulteriori informazioni, visitate il sito https://picosats.eu/.
Informazioni su LIFTT
LIFTT è una Holding di investimento “not only profit” che mira ad offrire una visione innovativa e dinamica del Venture Capital applicato al Transfer Technology.
Presieduta dall’imprenditore-scienziato Stefano Buono, LIFTT vanta ad oggi 36 società in portafoglio operanti in tutti i settori di mercato, e 186 investitori privati ed istituzionali, tra cui Azimut e le Fondazioni Compagnia di San Paolo e CRT.
Per maggiori informazioni, visitate il sito https://www.liftt.com/.
Informazioni su Progress Tech Transfer
Progress Tech Transfer è un fondo di venture capital specializzato in tecnologie sostenibili nato dalla ricerca di università ed enti pubblici di ricerca italiani, start-up, spin-off e imprenditori visionari.
Per maggiori informazioni, visitate il sito https://www.progressttfund.it/.
Informazioni sul Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico Galaxia
Galaxia è il Polo Nazionale di Trasferimento Tecnologico per lo sviluppo di nuove imprese legate al settore dell’Aerospazio, nato su iniziativa di CDP Venture Capital Sgr insieme al Partner imprenditoriale e co-investitore Obloo, realtà con un significativo track record di investimenti early stage in startup deeptech e technology transfer. I Promotori Scientifici di Galaxia sono Politecnico di Torino, Sapienza Università di Roma, Università di Padova e Politecnico di Bari. Obloo, insieme a Lazio Innova e all’Incubatore del Politecnico di Torino I3P, coordina un programma di business creation, dedicato a tutte le startup derivanti dall’attività di Ricerca selezionate Galaxia per investimenti seed.
Per maggiori informazioni, visitate il sito https://galaxia.vc/it/.
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21.06.2023
La trasformazione digitale possibile: l’esempio di 28 PMI del Friuli Venezia Giulia
Sono 28 i progetti di trasformazione digitale finanziati nell’ambito del digital innovation hub IP4FVG, grazie al contributo di Area Science Park (fondi del Sistema ARGO) e del Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, presentati oggi a Udine presso l’Auditorium Comelli del Palazzo della Regione a Udine nel corso dell’evento “Sperimentare il digitale”, organizzato da Area Science Park e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Protagoniste dell’evento le imprese del territorio che hanno partecipato alle due edizioni di Test4Digitalization, il bando con contributi a fondo perduto per lo sviluppo di prototipi, demo, proof of concept (POC) o iniziative pilota nate a partire da esigenze concrete di trasformazione digitale. Si tratta di aziende che provengono da settori diversi, manifatturiero, cultura e creatività, edilizia solo per citare i principali, accomunate dall’obiettivo di voler sviluppare progetti di digitalizzazione in collaborazione con una o più imprese ICT nazionali o internazionali.
I progetti finanziati prevedono l’utilizzo di diverse tecnologie: dalla sensorizzazione all’automazione avanzata, dalla simulazione all’ottimizzazione, dall’AI all’integrazione dei processi, dal BIM al gaming. Optimens, per esempio, punta a una soluzione per utilizzare l’AI per “allenare e mantenere in forma” il cervello; CTS H2 lavora a un progetto di IoT per gestire impianti a idrogeno da energia rinnovabile anche in ottica di comunità energetiche; Gees Recycling intende migliorare tramite la sensorizzazione il controllo e la sostenibilità dei processi di riciclo di materiali compositi; LN Comp ha l’obiettivo di realizzare componenti per imbarcazioni a vela con la stampa 3D ottimizzate e sensorizzate; Ergolines, grazie alla collaborazione con Aindo, applica Machine learning e intelligenza artificiale all’analisi di flussi dati di processo in ambiente siderurgico; Zero ha lavorato al progetto pilota di virtualizzazione dell’ambiente produttivo (digital twin) del suo impianto di produzione per l’agricoltura verticale.
Area Science Park con i suoi esperti in processi di trasferimento tecnologico e insieme ai 30 partner di IP4FVG, il digital innovation hub regionale, ha fatto in questi anni una costante azione di informazione, formazione e affiancamento delle piccole e medie imprese del Friuli Venezia Giulia, attraverso l’analisi del loro livello di digitalizzazione, il supporto allo sviluppo di progetti di trasformazione digitale, lo scouting di tecnologie e di provider ICT, la dimostrazione delle tecnologie digitali in laboratori attrezzati. Quest’ultimo aspetto, in particolare, vede quattro dimostratori localizzati nei nodi della rete IP4 della regione, che ispirati dal principio test before invest, riproducono in scala o in dimensioni reali tecnologie, strumentazioni e impianti di diverso tipo, in cui imprese ed enti possono sperimentarne concretamente il funzionamento delle tecnologie abilitanti.
“Non esiste un solo modo di innovare e l’iniziativa presentata oggi è un esempio di intervento a favore dell’innovazione nel settore del digitale avanzato. Per poter innescare processi di innovazione che abbiano impatto nel tempo e sulla società, è fondamentale sperimentare con costanza nuovi modelli adattativi, costruiti e provati nei diversi contesti, mantenendo un dialogo continuo tra ricerca e impresa” – ha dichiarato la Presidente Caterina Petrillo – “Negli anni, Area Science Park ha maturato una profonda conoscenza dei meccanismi di sostegno all’innovazione e, oggi, per rispondere alle esigenze di un mondo in evoluzione, l’ente è proiettato nello sviluppo di modelli e misure a supporto dell’innovazione deep tech che nasce dalla ricerca di frontiera e ha la potenzialità di modificare profondamente la società contribuendo ad affrontare le grandi sfide globali. A questo scopo, l’ente sta sviluppando un piano di potenziamento delle infrastrutture tecnologiche, laboratori aperti a ricercatori e imprenditori dove competenze specializzate e strumentazione avanzata sono resi disponibili e utilizzabili per trovare soluzioni innovative”.
Qui è possibile scaricare il portfolio dei progetti di trasformazione digitale.
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20.06.2023
Metalmeccanica FVG, presentato il nuovo Report
È stato presentato negli spazi di Innovation Factory di Electrolux Italia SpA, di Porcia il secondo report dell’Osservatorio della Metalmeccanica FVG. Ideato e coordinato dal Cluster della Metalmeccanica regionale COMET, l’Osservatorio della Metalmeccanica FVG è unico nel suo genere perché riunisce il know-how di Area Science Park, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine e Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che hanno lavorato sinergicamente e hanno elaborato le informazioni di diverse fonti e banche dati con l’obiettivo di scattare una fotografia nitida dell’attuale panorama lavorativo regionale di uno dei settori economico-produttivi che, grazie alla tecnologia, evolve più velocemente.
Per lo studio della situazione occupazionale del settore, Area Science Park si è avvalsa delle banche dati di Innovation Intelligence FVG combinando i dati delle comunicazioni Obbligatorie fornite dall’Osservatorio Regionale del Mercato del Lavoro della Regione Friuli Venezia Giulia, comunicate dai datori di lavoro su assunzioni e cessazioni. Dall’analisi risulta che, con 5.063 imprese e considerando tutte le forme societarie, la metalmeccanica del Friuli Venezia Giulia rappresenta quasi il 45% della manifattura regionale.
L’analisi condotta dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo si è invece concentrata sulla composizione per età e genere dei board aziendali delle imprese dell’Elettromeccanica del Friuli Venezia Giulia, il comparto core della metalmeccanica regionale, proponendo dei confronti a livello settoriale e territoriale (sono stati analizzati i board di 81.839 imprese manifatturiere italiane, di cui circa 1.000 riconducibili all’Elettromeccanica del FVG).
Infine, i dipartimenti di Economia delle Università di Trieste e Udine hanno sviluppato e condotto un instant poll su un campione di quasi cento imprese per analizzare la condizione e l’approccio del comparto rispetto al tema dell’occupazione, divenuto oggi di centrale importanza.
Nel settore manifatturiero del Friuli Venezia Giulia, il comparto della metalmeccanica svolge un ruolo primario in termini numerici e per l’apporto di personale nei flussi occupazionali, dove si registra una forte vivacità per assunzioni e per capacità, rispetto alla manifattura, di mantenere la crescita del saldo occupazionale. Nel comparto metalmeccanico gli avviamenti sono stati 24.273 nel 2022 (saldo: 1.127), contro i 19.816 (saldo: 263) del resto della manifattura regionale.
Nel settore si rileva una certa stabilità del mercato del lavoro: l’indicatore di stabilità, cioè il totale dei contratti avviati sul totale dei soggetti che hanno avviato almeno un contratto, registra che, in media, nel 2022, ciascun soggetto ha avviato 1,09 contratti, conto l’1,12 della manifattura regionale.
I giovani under 24 e le persone di nazionalità extra comunitaria rappresentano la principale risorsa per l’espansione dell’organico delle imprese. Per il periodo 2018-2022, i soggetti di età inferiore ai 24 anni entrati nel mondo del lavoro sono il 23,7%, nonché la seconda fascia d’età per numero di assunzioni dopo quella 25-34. Il personale non comunitario, invece, per la prima volta nel 2022, presenta un saldo occupazionale annuale (562) maggiore rispetto al personale italiano (494). Generalmente percepito come un settore a prevalenza maschile, il comparto metalmeccanico presenta il suo tallone d’Achille nella parità di genere, sia da un punto di vista delle assunzioni di personale femminile, che nel 2022 sono il 24% del totale, sia per quanto riguarda l’equiparazione delle qualifiche, mentre la stabilità dei contratti manifesta un segnale positivo.
“La seconda edizione del report – ha affermato Leyla Vesnic, ricercatrice di Area Science Park – è complementare a quella precedente in quanto si concentra sulla fonte primaria dei processi innovativi: il personale. Comprendere la domanda di lavoro delle aziende, le sue tendenze negli ultimi anni e come questa si incroci con i dati che caratterizzano il settore produttivo, costituisce un esercizio di analisi e approfondimento che apre a nuove interpretazioni e offre molte indicazioni sulla direzione che il comparto metalmeccanico sta prendendo. Abbiamo caratterizzato i flussi occupazionali, focalizzando aspetti al centro del dibattito sociale ed economico, come la parità di genere, il lavoro giovanile, la provenienza dei lavoratori e delle lavoratrici e la precarietà contrattuale”.
Per quanto riguarda l’età dei componenti dei board emerge una situazione positiva per il comparto friulano che mostra una quota di imprese con board totalmente over 65, seppur alta, inferiore rispetto alla media italiana di settore (10,6% vs 13,9%). La quota di imprese che hanno almeno un under 40 nel board è lievemente inferiore alla media nazionale: 16,6% vs 17,3%; anche in questo caso si mettono in luce le imprese di grandi dimensioni, che hanno una quota notevolmente più alta di board con almeno un under 40 (23,1%). I due terzi delle imprese friulane del campione, ma anche di quelle italiane, non hanno nessuna donna nel board, mentre le aziende che hanno un board composto dal 50% o più di donne sono il 16,6% in FVG e il 17,6% in Italia. Risulta inoltre che, rispetto alla media italiana, la nostra regione è meglio posizionata per presenza di almeno una donna nel board nelle imprese di grandi dimensioni (54% vs 45%). I dati dimostrano inoltre come la diversa composizione del board possa influire su competitività, capacità di innovazione, sostenibilità e potenzialità di crescita delle imprese.
La stabilità del comparto metalmeccanico friulano rilevata dall’analisi eseguita da Area Science Park viene confermata dall’instant poll condotto dai Dipartimenti di Economia di UniTS e UniUD, che ha affrontato i temi del turnover del personale e dell’attrattività delle aziende metalmeccaniche friulane. È stato rilevato che l’emergenza turnover varia in misura significativa al variare delle dimensioni delle aziende, e che le aziende più sensibili al tema, così come le più coinvolte, sono quelle di maggiori dimensioni. La necessità di lavorare su elementi di attrazione per i talenti è trasversale a tutto il campione e tra le iniziative più recenti messe in atto ci sono soprattutto strumenti di welfare, con incentivazione economica, attenzione al giusto equilibrio tra lavoro e vita privata con la flessibilità di orario e creazione di contesti di lavoro confortevoli e stimolanti.
“Le nostre imprese si devono focalizzare sul binomio Innovazione-contratti a tempo indeterminato che ci conferma che la tensione verso il futuro paga – afferma Sergio Barel, Presidente di COMET, Cluster della Metalmeccanica FVG – La fiducia e la volontà di futuro che le nostre imprese hanno sempre manifestato vanno alimentate e perseguite con fermezza, anche se sono ancora poche le imprese che hanno adottato questo approccio, portando a un ritorno al 2018 in termini di dati relativi all’occupazione. Il secondo tema è il ruolo femminile nella meccanica, ancora assolutamente insufficiente. Il terzo tema è il ruolo delle persone provenienti da altri Paesi il cui contributo a livello di forza lavoro è di conclamata importanza. In sintesi, guardando al futuro non possiamo che rivolgerci ai giovani e alle future generazioni che, come dimostrano i dati, sono anche coloro che possono fare la differenza in fatto di attenzione alla sostenibilità, se coinvolti nei board delle imprese”.
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